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Humor
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Fascia 16-19
Pentole a pressione

Le pentole a pressione sono aggeggi ideati da qualcuno che aveva immensa pazienza, non c’è ombra di dubbio. Borbottano di continuo, molte di loro sono talmente grosse che, una volta colme, necessitano di una forza sovrumana per spostarle e, sicuramente, ne sono pienamente consapevoli. Risplendono nel loro acciaio, richiedono più acqua e sapone delle altre pentole durante i lavaggi e viene prestata una maggiore attenzione nel riporle e asciugarle una volta terminato di usarle.

Dall’alto dei fornelli guardano tutti con superiorità, quasi vogliano vantarsi del fatto che è grazie a loro che il pranzo domenicale è sulla tavola. Sono gelide nei cassetti insieme alle altre pentole: non vogliono forse mischiarsi con la plebe che malauguratamente condivide con loro quell’angusto spazio. Non si può però dire che non si scaldino facilmente: se non si presta attenzione possono essere la causa di una brutta ustione.

Sono inoltre quel genere di oggetto che dev’essere tenuto per una qualche strana ragione fuori dalla portata dei bambini, e questo non fa che accrescere il loro mistero. Lo sanno, eccome se lo sanno, ne sono infinitamente consce. Fanno di tutto affinché sia ben chiaro rimarcando il concetto emettendo strani fischi di approvazione e fumo a non finire.

Lo stesso fumo che le circonda aumenta storie e dicerie sul loro conto. Le pentole a pressione si crogiolano con immensa soddisfazione e altrettanto piacere a sentire dai cassetti altrui sussurrare le loro improbabili gesta. Tacciono nella loro supponenza e superiorità. Restano in un silenzio carico di sottintesi e gongolano quando qualche sventurato pentolino, dall’aria spersa, lancia loro un’occhiata intimorita e piena di rispetto mentre viene riposto poco lontano da loro.

Possono quindi apparire lontane da noi, le pentole a pressione, ed è effettivamente ciò che sono: fuori dall’immaginario comune, un’invenzione che ha migliorato in minima parte la vita a centinaia di casalinghi disperati. Per uomini e donne ha portato una certa tranquillità nelle nostre cucine, scandita solo dalla necessità di fare bella figura con qualche parente lontano sorprendendolo con strani cibi cotti in una nuovissima pentola d’acciaio. Incarna lo stereotipo dei minestroni, della quotidianità. Ha persino preso il posto dei bollitori in diversi film horror spodestandoli dal loro primato hollywoodiano.

Sono riuscite a bucare lo schermo, hanno pubblicità ogni dove, sono diventate famose. Insomma, le pentole a pressione sono le nuove celebrità nelle credenze delle cucine, non c’è utensile che non sappia della loro esistenza. Come in tante favole occorre sicuramente la figura di un eroe senza macchia e senza paura: ecco, a questo servono le pentole a pressione, a salvare i nostri pasti! In molti cercano di formulare congiure misteriose, ma i più fanno buon viso a cattivo gioco. Sia mai che ci scappi un autografo, una dedica magari, o che le pentole citate si ricordino di chi le aveva osannate così a lungo e con così tanta dedizione.

Le pentole da pressione però, una volta ammaccate risultano scalfite per l’eternità e non sembrano riprendersi mai dalla loro disavventura. Un brutto bozzo segna il punto dove sono entrate in contatto con l’oggetto contundente, segnando così il loro impassibile e gelido acciaio. Quella piccola onda sulla loro superficie, forse ricorda loro di quanto abbiano sofferto. Oppure, assai più probabile, decidono di ignorarlo bellamente continuando per la loro sorda strada.

Qualcuna, le più fortunate, vengono portate a riparare da mani esperte, di persone che riparano questi alteri utensili da cucina. Altre, invece, devono dire addio ai loro sogni di gloria, tranciati nel bel mezzo della loro breve vita o ancor spesso prima di iniziarla. Per una piccola vite, per un piccolo graffio, si spaventano queste pentole titaniche. Loro, che apparentemente non hanno paura di nessuno, arretrano di fronte a delle piccole scaramucce, che un modesto tegame a malapena considera.

La loro esistenza, a un occhio più attento e allenato, può apparire grigia e mesta, a tratti persino congelata in un insolito loop temporale che obbliga le pentole a pressione a comportarsi con la stessa metodicità ogni qualvolta queste vengano chiamate in causa. Chi lo sa, magari è vero, in fondo, quale mai grosso cambiamento potranno incorrere bollendo le verdure per una minestra?

In fondo però, fa quasi ridere: ognuno di noi ha quella pentola a pressione che dovrebbe smaltire, ma non ne ha il coraggio. Chi vorrebbe demolire anni e anni di autostima mischiata a superbia e altezzosità? Non fa forse pena? Si lasciano così negli angoli degli sgabuzzini a prendere polvere, diventano addirittura cimeli e pezzi d’antiquariato, da sole.

I loro sogni di gloria, trasformare il mondo migliore di come l’abbiano trovato, formano il primo sottile strato di pulviscolo che le ricopre silenziosamente, ma inesorabilmente. Non capiscono bene che cosa stia accadendo: sono sempre ottimiste, ma per lo più sono ancora ancorate ai grandi valori di un tempo, che chissà quali siano. Aprendo il nostro sgabuzzino tossiamo un po’ in mezzo a tutte quelle cianfrusaglie, ridendo a qualche ricordo a loro collegato e richiudendolo. Senza più prenderle.

Perché è proprio questo che facciamo ogni giorno con le nostre pentole a pressione ormai scomode e dismesse: le guardiamo con un misto di simpatia provocata dalla loro ingenuità e ridiamo di loro. Cerchiamo di non prenderle e le mettiamo a tacere con un misto di compassione. Non ne è forse piena la nostra società, di pentole a pressione?

 

Pubblicato: 23 Maggio 2022
Fascia: 16-19
Commenti
Alice Ferrari
Ho apprezzato particolarmente l’idea di scrivere un racconto dove le protagoniste, le pentole a pressione, sono degli oggetti ormai in disuso e quasi del tutto dimenticati dalla nostra società. Il testo riporta questi utensili austeri e impettiti nella nostra memoria, magari facendoci anche ricordare di possederne uno che è rimasto nascosto nel ripostiglio troppo a lungo.
15 giugno 2022 • 08:08
Pietro Pozzoni
Noi siamo pentole a pressione. Borbottiamo sempre altezzosi, ma quando concludiamo il nostro dovere torniamo muti e senza scopo. Diventiamo dei semplici cimeli privi di valore, sperando di trovare un occasione per salvare la situazione, anche se non ne abbiamo le competenze.
06 giugno 2022 • 19:00
Agata Furlani
Mi è piaciuta l'idea di scrivere un racconto su un oggetto apparentemente comune come la pentola a pressione, anche perché, diciamo la verità: tutti nutriamo un po' di sospetto verso quegli ammassi di metallo sussultanti!
29 maggio 2022 • 15:52