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Fantascienza
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Fascia 16-19
Onde nell’amore nel 2050

In una calda serata di mezza estate del 2050, Alessandro, un giovane studente universitario romano, passeggiava lungo le strade della sua città assorto nei suoi pensieri. Nell’aria risuonavano le note di una vecchia canzone d’amore italiana grazie a uno degli innumerevoli droni pubblicitari che solcavano il cielo limpido e cosparso di stelle che quella sera sembravano essere veri e propri riflettori da set cinematografico per quanto fossero luminose. Le note di quella canzone lo fecero riflettere su quanto profondamente il mondo intorno a lui si fosse trasformato in modi che neppure i suoi nonni avrebbero potuto immaginare.

Alessandro, come molti della sua generazione, era cresciuto in un’epoca in alta definizione dove, per una necessità o per un’altra, la tecnologia avanzava passi da gigante sotto qualsiasi aspetto della quotidianità. Un semplice schermo blu era diventato capace di intromettersi in qualsiasi cosa. Tra queste, poteva anche connettere centinaia di vite contemporaneamente in maniera talmente efficiente e immersiva da far diventare l’idea di uscire a fare due passi in compagnia di amici un’opzione quasi noiosa e “vecchio stile”. La comunicazione a distanza aveva compiuto progressi notevoli, si era evoluta a tal punto da permettere alle persone non solo la condivisione di parole e di immagini, ma anche delle sensazioni provocate dal contatto fisico attraverso dei dispositivi indossabili, i cosiddetti “Sensorskins”. Queste tecnologie avevano rivoluzionato il mondo della comunicazione a distanza, rendendo gli incontri virtuali pressoché indistinguibili da quelli fisici. Infatti, se fino a qualche decennio prima l’unico problema della tecnologia nelle relazioni consisteva nella mancanza del contatto fisico, arrivati ad oggi, il dilemma sembra essere risolto.

Quella sera, le riflessioni profonde di Alessandro vennero spazzate via da un certo senso di ansia dovuto ad un appuntamento speciale. L’indomani avrebbe dovuto incontrare una ragazza, ma non in un tradizionale ristorante o in un classico cinema, bensì in un ambiente virtuale generato dalla nuova applicazione “AmorVirtus”, una piattaforma appena rilasciata destinata a ragazzi in cerca d’amore che potevano conoscere altre persone con gli stessi interessi provenienti da ogni angolo del mondo. La ragazza con cui aveva appuntamento, Elizabeth, viveva in Inghilterra. Si erano incontrati su una piattaforma di social media e avevano iniziato a scambiarsi messaggi regolarmente, scoprendo molti interessi in comune. Con l’uso della tecnologia SensorSkin, erano stati in grado di condividere abbracci, carezze e persino il calore di un sorriso nonostante la distanza di migliaia di chilometri che li separava. La sera dell’appuntamento, Alessandro si sentì finalmente pronto e, dalla propria camera, indossò il suo visore e attivò il SensorSkin. In pochi istanti, fu immediatamente trasportato in un giardino virtuale che ricreava perfettamente un tipico paesaggio londinese. Lì c’era Elizabeth che lo aspettava con il suo avatar sorridente e luminoso come una fresca mattinata di primavera.

“Buonasera, Alessandro!” esclamò Elizabeth con la sua voce soave. La sua immagine virtuale era così realistica che per un momento Alessandro si sentì veramente in Inghilterra.
“Buonasera, Elizabeth!” rispose lui, con il cuore gonfio di emozione.

La conversazione si portò avanti per molto tempo fino a quando Elizabeth  propose di “andare a farsi un giro per far conoscere meglio la città a Alessandro “.

I due camminarono insieme per ore lungo le vie virtuali della città, parlando di tutto e di niente, ridendo e condividendo pensieri e sogni. La tecnologia SensorSkin permetteva loro di sentire l’uno la presenza dell’altro in maniera così tangibile che la distanza tra loro sembrava ridursi fino a svanire.

Dopo quasi tre ore, quando si disconnessero, Alessandro rimase immobile per un istante, ancora sospeso nei ricordi dell’incontro. Pensò al futuro che lo attendeva, a come l’amore e le relazioni si sarebbero continuate ad evolvere insieme al progresso della tecnologia. Forse un giorno sarebbe stato possibile vivere esperienze ancora più immersive e profonde, forse addirittura sarebbe stato possibile incontrare Elizabeth di persona. In quel momento, però, Alessandro si rese veramente conto di come l’amore fosse cambiato nel corso delle generazioni. I suoi nonni si erano scambiati lettere d’amore, i suoi genitori si erano incontrati tramite chat e siti di incontri. Ora invece, lui stava vivendo un’esperienza che fino a pochi decenni prima si pensava che fosse realmente esistita solamente nei romanzi di fantascienza. Mentre sorseggiava una calda tazza di tè prima di andare a dormire, Alessandro si sentì grato per le meraviglie che la sua epoca gli stava regalando. L’amore, continuò a pensare, è un sentimento che non scomparirà mai nella vita dell’uomo, ma il modo in cui lo viviamo e lo esprimiamo è in continua evoluzione, unendosi e adattandosi ai cambiamenti del mondo, inclusi quelli della tecnologia. D’altronde pensò anche che i problemi che si potevano presentare di fronte a un amore digitale erano molteplici e, tra tutti, quello di non poter costruire un futuro con un’eventuale famiglia insieme alla propria dolce metà a causa della distanza che, in questo caso, nemmeno il Sensorskin poteva colmare.

Con un lieve sorriso sulle labbra, ma interiormente ancora pervaso da dubbi e insicurezze sul futuro, spense tutti i suoi dispositivi e andò a dormire accompagnato della solita musica soave di sottofondo cantata dai droni che fluttuavano fuori dalla finestra, nel cielo pieno di stelle, che faceva da comparsa in una nuova era di amore senza confini.

questo racconto ha partecipato al concorso Fiction for Future 2024
Pubblicato: 8 Marzo 2024
Fascia: 16-19
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