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Romance
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Fascia 19+
La notte dell’anima

L’amore è più del contatto fisico.
Più della vicinanza.
Più del modo in cui viene espresso.
L’amore è un sentimento grandissimo, forse l’unico che ci rende davvero umani.
Nel futuro saremo macchine, corpi modificati dalla plastica, dal metallo, dalle aspettative di un mondo puramente creato su schermi di vetro. E forse nel corpo e nello spirito crederemo di essere noi i creatori di tutto, crederemo che modificarci in qualsiasi modo ci renderà felici. Un nuovo intervento chirurgico da fare, un nuovo smartphone, o chissà, un nuovo modello di macchina volante da comprare.
La nostra società consumistica è in continua evoluzione, tutto migliora e tutto si aspetta che anche tu migliori.
Nel futuro, quando le macchine effettivamente voleranno e saremo in grado di fare un milione di cose in contemporanea grazie ai nostri dispositivi, la vita sarà semplice, agiata, molto più di ora.
Sempre nuovi comfort.
La mente sempre più annebbiata.
Nel futuro cercare un sollievo al dolore sarà ancora più comune di oggi, ci saranno nuovi mezzi per farlo e sarà giusto così.
E che ruolo avrà l’amore in tutto ciò?
Chanel stava comodamente sdraiata sul suo morbido letto, scorrendo tra le pagine di vari social media su uno schermo proiettato proprio davanti alla sua faccia. Aveva pregato tanto su0 padre di comprarglielo, era l’ultimo modello uscito e tutte le sue amiche ne avevano uno simile. “Il mio è vecchio! È uscito due anni fa” e così il padre aveva dovuto comprarle quel nuovo schermo, una di quelle cose che anticamente si vedevano solo nei film distopici: una proiezione toccabile e retrattile in un comodo pulsantino, con una custodia personalizzata. E così ora tutti andavano in giro con quelle scatolette dei colori più svariati, non più grandi di una noce.
Chanel quel giorno era particolarmente stressata. La sua scuola l’aveva costretta a fare delle ore obbligatorie di scuola-lavoro e ora, per colpa della sua lentezza nel compilare i moduli digitali con il nuovo schermo, si era ritrovata a fare il corso peggiore di tutti: la bibliotecaria.

E lo fece.

Dopo due settimane di corso, un giorno, seduta sulla sedia dietro il bancone di “quell’antico monumento da abbattere”, come lo chiamava lei, guardava il suo schermo, incurante di tutto l’ammasso di polvere e carta attorno a lei.
Si sentiva appesantita. Come se ogni singolo libro di quella biblioteca le cadesse addosso, schiacciandola contro il pavimento ancor più polveroso. Le mancava l’aria, scorreva tra video e foto come un dannato all’inferno, perso in passioni che lo soffocano e lo condannano alla sofferenza eterna.

«Scusa?» Chanel alzò brevemente lo sguardo, i suoi occhi castani incontrarono per un secondo la figura magrolina di un ragazzo della sua età. La sensazione di soffocamento era svanita, così penso bene di risollevarsi continuando a scorrere il suo schermo, rispondendo appena al ragazzo che l’aveva appena salvata.
«Sì?»
Il ragazzo la guardò confuso per un attimo.
«Uhm… Vorrei comprare questo libro…». Si fermò ancora un attimo a osservarla prima di raccogliere tutto il suo coraggio e parlare di nuovo.
«Sapresti dirmi di che parla?» Lei alzò nuovamente lo sguardo e lo riabbassò poco dopo.
«Uhm no. Cercalo sul tuo screen, no?»
«Sarebbe stato meglio saperlo da te». «E mica sono un’enciclopedia. Perché sarei meglio io che uno screen?» Proprio perché tu non sei uno screen. Se avessi letto il libro avrei potuto sapere la tua personale opinione, sai, la trama dei libri sta scritta già sulla copertina». Lei lo guardò come se fosse un alieno.
«Guarda che ci sono le recensioni. Scusa ma dove vivi?» «Dovrei chiederlo io a te. Pensi davvero che mi fiderei delle parole scritte online da non so chi, più che della bibliotecaria carina per la quale vengo qui da due settimane di fila?» Chanel era totalmente sconvolta. Nessuno le si era mai “dichiarato” dal vivo, né era mai stata chiamata “carina”. Di solito le rivolgevano complimenti come “Bona, bella, fregna”. Insomma, che complimento era “carina”? Era davvero un complimento o la stava sminuendo?
Da un lato sentiva un certo calore al petto, ma dall’altro, quello predominante, completa diffidenza.
«Ci stai provando con me?»Lui (che internamente stava morendo) la guardò con un sorrisino.
“In un certo senso sì. Ma… Onestamente…”
Eccolo là, l’ennesimo commento sconcio. Stavolta non era però nella sezione commenti di un suo post in bikini… Avrebbe dovuto chiamare la polizia?
«Volevo leggere un po’ di questo libro con te». Lui voleva… leggere?
«Tu vuoi… Leggere? Davvero?» Il ragazzo ridacchiò, mettendo in mostra due fossette.
«Si, è tanto difficile da credere?»«Onesta, s컫Allora c’è solo un modo per farti passare il dubbio. Ti va di provare? Giuro che starò a distanza di sicurezza» scherzò, sorridendole più dolcemente di quanto avrebbe voluto. La verità era che l’ansia lo stava divorando vivo, ma lui continuava a mantenere quella facciata nonostante il leggero tremolio delle mani.
Lei lo guardò attentamente questa volta, studiandone i dettagli e rimanendo intrigata da quello che era un evento inaspettato.
Premette il bottoncino e lo schermo sparì, poi in una mossa richiuse la scatolina e la ripose in tasca.
«E va bene, leggiamoci sto libro. Uh, io sono Chanel comunque». «Perfetto… Io mi chiamo… Uhm, Levi». Lei lo guardò perplessa ma lui la interruppe ancor prima che potesse iniziare: «Non chiedere. Mia madre evidentemente non mi voleva bene». Lei rise un po’ e lui sorrise di rimando al suono della sua voce. Prese poi una sedia da dietro il bancone, posizionandola vicino a lei ma non troppo. Posò il libro a faccia in su in mezzo a loro, dandole il tempo di leggerne il titolo.

«I migliori testi dagli anni 2000…»

«Già».

«E che ti avrei dovuto spiegare prima?».

«Niente, era solo per attaccare bottone».

Lei annuì «Giusto».

Lui allora aprì il libro e lo cominciò a sfogliare finché non arrivò a una pagina in particolare, si vedeva che era stata vista parecchie volte dato le usure e le pieghette.
Chanel guardò la pagina dal titolo “Daylight” e per un attimo non capì.
«Tu… Sai l’inglese vero?» Chiese allora lui.
Ci fu un momento di silenzio autoesplicativo. Levi si chiese come poteva quella ragazza non sapere l’inglese dato che ormai la loro intera società parlava inglese.
«Cioè, lo so. Non bene ma lo so… Più o meno». «Ok, ok, Non ti preoccupare. Metti la canzone dal QR-code sulla pagina e io ti scrivo la traduzione». E, detto ciò, prese un pezzo di carta dal suo zaino (strano che ce l’avesse) e cominciò a scribacchiare giù qualcosa.

Chanel lo guardò perplessa ma fece come le era stato detto e mise la canzone sul suo schermo.

Quando Levi finì di scrivere, le passò il foglietto e lei cominciò ad ascoltare la musica lenta, ben diversa dal suo gusto ben ritmato sia nella felicità che nel dolore.

“C’è oscurità in lontananza
Per il modo in cui ho vissuto
Ma so che non posso resistere
Oh, lo amo e lo odio allo stesso tempo
Tu ed io beviamo il veleno dalla stessa vite
Oh, lo amo e lo odio allo stesso tempo
Nascondendo tutti i nostri peccati dalla luce del giorno
Dalla luce del giorno, fuggendo dalla luce del giorno
Dalla luce del giorno, fuggendo dalla luce del giorno
Oh, lo amo e lo odio allo stesso tempo
Dicendomi che è l’ultima volta
Puoi riservare un po’ di pietà che potresti trovare
Se mi inginocchio di nuovo?
In fondo, molto in fondo, Signore, cerco
Cerco di seguire la tua luce, ma è notte
Per favore, non lasciarmi alla fine”

Ascoltò con un’improvvisa voglia di vomitare e non capì se fosse dovuto alla canzone o a come la stesse facendo sentire. Non capì perché quella canzone la investì come un treno in corsa, non succedeva mai.
Una fitta la prese in pieno petto e guardò Levi come se l’avesse appena colpita.
Era come se la nebbia davanti ai suoi occhi si fosse dissipata per un momento, le lacrime negli occhi e il nodo nella sua gola che sembrava sparito.
Il macigno soffocante sul petto era stato sostituito da uno ancora più pesante.
Perché?
Perché vivo così?
Guardò di nuovo Levi, che le sorrideva in maniera confortante e lei non poté fare altro che piangere un po’.

L’amore vero è quel sentimento che nasce da due anime che entrano in contatto tra di loro.
L’amore nel futuro sarà speranza.
Speranza di felicità.

questo racconto ha partecipato al concorso Fiction for Future 2024
Pubblicato: 3 Maggio 2024
Fascia: 19+
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