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Fascia 16-19
Gustavo Santos è morto

Gustavo Santos è morto.

Paralizzato dall’urto, schiacciato dal suo stesso motorino, immobile sotto il sole cocente, Gustavo Santos è morto alle undici e cinquantatré di domenica sette luglio. Questi sono i fatti.

Ma Gustavo Santos sarebbe potuto essere ancora vivo, se solo fosse uscito di casa un minuto prima. O un minuto dopo. O due minuti dopo. O tre minuti dopo. Gustavo Santos sarebbe ancora in vita, se si fosse dimenticato le chiavi a casa e fosse andato a riprenderle.

E in questo momento starebbe facendo il bagno con la sua fidanzata, se solo avesse visto l’automobile che si immetteva all’improvviso nella strada principale travolgendolo. Sarebbe tra le braccia della sua bella Linda, se solo avesse usato un altro mezzo di trasporto per andare al mare. Se fosse andato in bicicletta, in automobile, se solo avesse preso l’autobus… Ma Gustavo Santos non ha utilizzato uno di questi mezzi. Gustavo Santos ha usato il motorino azzurro regalatogli al compleanno di sedici anni, e ora è in mezzo alla strada, esanime, con l’autista della Dacia Duster che lo ha investito che lo guarda senza saper cosa fare, immobile quasi quanto il giovane che ha appena ucciso. Ha appena realizzato quale terribile incidente abbia appena provocato, e non ci vuole credere, e non ci può credere.

E poi, ovviamente, Gustavo Santos sarebbe ancora in vita se non avesse conosciuto Linda. È vero che senza di lei la sua vita sarebbe stata meno entusiasmante, ma bisogna dire che di ragazze ce ne sono milioni nel mondo, anche di più belle di Linda. In fondo, è sua la colpa della morte di Gustavo Santos. Senza il pensiero della fidanzata in costume da bagno che lo aspettava, il giovane non si sarebbe distratto e avrebbe evitato l’incidente mortale. Poi, ovviamente, la morte di Gustavo non farà certo felice la povera Linda, però se la ragazza fosse stata leggermente meno affascinante il suo Gustavo sarebbe ancora in vita.

Se avesse piovuto, Gustavo Santos al mare non ci sarebbe andato e non sarebbe mai stato investito. Stessa cosa se si fosse ammalato, non di una malattia troppo grave ovviamente, ma di una cosa come l’influenza. Se solo si fosse rotto un braccio, se solo avesse bevuto troppo la sera prima, se solo il giorno precedente fosse stato coinvolto in una rissa e ne fosse uscito a pezzi, ebbene, Gustavo Santos sarebbe ancora vivo. Malmesso, magari, ma comunque vivo.

Sarebbe bastato soltanto che i genitori di Gustavo non gli avessero regalato quel motorino per evitare il terribile incidente. Se solo Gustavo Santos fosse stato un figlio meno diligente, non glielo avrebbero comprato. Poi magari se lo sarebbe acquistato da solo una volta diventato maggiorenne, però magari no, e comunque le cose sarebbero andate diversamente. Oppure no. Magari Gustavo Santos sarebbe stato investito lo stesso, o magari sarebbe morto in un altro incidente ancora più giovane.

In fondo, se le cose fossero andate diversamente, chi può dire che Gustavo sarebbe stato vivo quel sette luglio? Magari sarebbe stato ucciso in un attacco terroristico mentre si trovava in viaggio a Madrid per il suo diciottesimo compleanno. Avrebbe potuto annegare durante una burrasca a causa della sua enorme spavalderia, oppure avrebbe potuto scegliere di suicidarsi in un momento di disperazione. Chi ha la certezza che Gustavo Santos non sarebbe morto ancora più giovane in un incidente stradale, se le cose fossero andate diversamente?

Insomma, tutte queste congetture e supposizioni non portano da nessuna parte. Tutto ciò che accade dipende da infiniti fattori, di cui molti sono esclusivamente casuali. Le nostre vite sono decise in gran parte non dalle nostre scelte, ma da piccole decisioni di altre persone non consapevoli di star decidendo della nostra sorte.

Persone come la povera Linda o la sorella di Gustavo, Maria, che, se avesse anche solo scambiato due parole con il fratello prima di uscire di casa quella mattina, avrebbe evitato un enorme dolore a se stessa e a molte altre persone, sottraendo Gustavo dall’incidente mortale.

Persone come l’anziana signora che, facendo fermare Gustavo alle strisce pedonali, ha ritardato di qualche secondo il giovane, qualche secondo che ha fatto la differenza.

È sconvolgente come la somma di scelte apparentemente ininfluenti possa portare a una morte innocente, e come ogni nostra piccola decisione possa essere la goccia che fa traboccare il vaso, il pezzo che completa il puzzle di una tragedia.

Eppure il mondo è fatto così, e bisogna accettarlo. Si può certamente intervenire per ridurre gli incidenti stradali e vietare il possesso di armi da fuoco, ma le disgrazie accadranno sempre, come sono sempre accadute. Ogni giorno potrebbe essere l’ultimo della nostra vita, ogni volta che salutiamo qualcuno potremmo non rivederlo mai più.

Ciononostante, non serve a niente trascorrere la vita a pensare a tutto questo, a come il mondo possa essere così crudele. A come la nostra vita non sia altro che una lunghissima espressione matematica, in cui modificando anche solo una cifra cambia tutto. Magari infatti, decidendo di interrogarci ancora una volta sulla morte di Gustavo Santos, stiamo evitando di essere vittima di un terribile incidente, o invece stiamo causando la morte di molte persone innocenti, senza volerlo e senza esserne nemmeno a conoscenza. A parte il fatto che, in questo caso, la nostra scelta sarebbe comunque solamente uno degli infiniti fattori da cui dipende qualsiasi cosa che succede intorno a noi.

Insomma, l’unica cosa certa è che le vicende tragiche come quella di Gustavo Santos succedono, e bisogna accettarlo.

Ed è inutile stare a farsi tutte queste domande, perché Gustavo Santos è morto. E questo è tutto.

Pubblicato: 31 Dicembre 2023
Fascia: 16-19
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