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Fantascienza
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Fascia 16-19
C.i.s.m.

Cosa vuoi che sia? Gli dicevano tutti. Di cosa ti preoccupi? Siete arrivati al punto in cui, in una relazione, non si può che compiere un altro passo. Queste considerazioni, e molte altre ancora di stampo decisamente simile, avevano iniziato a uscirgli dalle orecchie. Un passo verso che cosa poi? Si era sempre chiesto. Peccato che nemmeno gli amici avessero una risposta molto chiara.

Era da un paio di mesi che Ty si lambiccava il cervello in cerca di qualcosa, chiamatelo un segnale, ma lui si sarebbe accontentato anche solo di un lieve pigolio, che gli facesse finalmente prendere una decisione. Aveva provato a chiedere a coppie che lo avevano già fatto, ma aveva ricevuto risposte discordanti: per il suo collega e il suo compagno era stata una vera e propria manna dal cielo, mentre per i suoi zii aveva quasi portato ad una rottura definitiva.

«Fidati caro» gli aveva detto sua zia «Certe cose in un rapporto è proprio meglio non farle, non avevo idea di quanto tuo zio fosse vuoto e privo di qualunque interesse prima di averci provato, sarò anche di vecchio stampo, ma secondo me le relazioni quando ero piccola io, nel 2567, erano decisamente più sane. Tutte queste nuove tecnologie non mi convincono un granché» poi aveva continuato: «per fortuna che si può disinstallare, ma devi decidere in fretta sennò ti scade la garanzia e ti fanno pagare ben due volte!» aveva annunciato disgustata.

Quella mattina Ty aveva preso una decisione: basta basarsi su persone che ne sapevano tanto quanto lui, era giunto il momento di chiedere a un esperto. Così si recò armato di tutta la buona volontà di cui era capace alla sede cittadina del C.I.S.M. Appena entrato nel piccolo ufficio del Collegamento Interstellare per lo Scambio delle Menti, una allegra commessa gli fece cenno di avvicinarsi al bancone.

«Benvenuto alla sede locale del C.I.S.M come posso aiutarla?» gli chiese la sorridente ragazza.

«Beh ecco, io mi stavo chiedendo se… Ecco se lei poteva… Insomma…». Notando il suo palese impaccio, la commessa decise di venirgli incontro. «Stia tranquillo, qualunque sia la sua domanda non può essere così terribile da non ricevere una risposta, lei non può nemmeno immaginare le cose che mi succedono facendo questo lavoro». Poi continuò, più rivolta a sé stessa che a Ty: «immagino sia lo stesso per tutti i lavori che hanno a che fare con il pubblico».

Rendendosi conto che anche l’uomo indeciso dai capelli chiari che le stava davanti era parte di quel “pubblico”, la donna ammutolì, cercò di stamparsi in faccia quel sorriso che caratterizza tutti coloro che cercano di nascondere la loro personalità dietro a una divisa, o ad un nome stampato su un cartellino identificativo.

Ty prese coraggio e tutto di un fiato finalmente disse: «Vede io e la mia ragazza stiamo insieme da due anni ormai e mi è sembrato il momento giusto per provare a installare uno dei vostri collegamenti ma non è che io sappia bene come funzionano e mi chiedevo se poteva aiutarmi lei». Ty prese fiato e riuscì a ritrovare un po’ di quel coraggio che l’aveva guidato fino a lì, ma che negli ultimi minuti sembrava finito tutto sotto le sue suole, abbandonandolo.

«Ma certo signore, è il mio lavoro! Vede noi del Collegamento Interstellare per lo Scambio delle Menti abbiamo creato qualcosa di straordinario, che solo una ventina d’anni fa non si sarebbe potuto neanche immaginare. Non ha mai pensato quanto sarebbe bello poter condividere tutto con la persona che ama? Persino i pensieri più intimi che difficilmente si riescono ad esternare? Bene, grazie a un piccolo cip, sempre di ultima generazione, a lei e alla sua compagna basterà premere un punto qui dietro alla nuca, vede?».

E così dicendo si toccò con due dita il collo, nella zona appena sotto all’attaccatura dei capelli, per poi riprendere il filo del discorso: «Ecco, dopo averlo premuto verrete mandati per un paio di minuti nella mente dell’altro, ne potrete sentire le emozioni, i pensieri e le sensazioni, poi a collegamento terminato tornerete ognuno nella propria testa. Ovviamente lo scambio è reciproco e possibile solo se tutti e due avete installato un collegamento». Non riuscendo a decifrare l’espressione del possibile acquirente, decise di dargli un’ultima informazione: «Il nostro collegamento non è stato chiamato Interstellare a caso, signore, le sarà possibile utilizzarlo nell’arco di ben cinque galassie, non esiste nulla di altrettanto potente! Ci piace pensare che sia la forza del legame dei nostri clienti tra di loro a renderlo tale». Sfoderato il suo cavallo di battaglia si ammutolì e attese la reazione di quel ragazzo decisamente timido.

Ty era rimasto davvero stupito dal quantitativo di informazioni sciorinate dall’impiegata in un paio di minuti. L’idea di poter entrare nella mente di Lila, la sua ragazza, gli andava decisamente a genio. Aveva sempre il dubbio di fare qualcosa di stupido ed infantile, o almeno che lei lo giudicasse tale. Ai suoi occhi Lila era perfetta, talmente tanto che la curiosità di sapere che cosa si provava a vivere in un cervello come il suo gli impediva di provare imbarazzo all’idea che anche lei avrebbe potuto conoscere le sue emozioni. «Devo dire che mi sembra qualcosa di davvero incredibile» sussurrò. «Dovrei parlarne con la mia ragazza, posso solo sapere quanto costa?».  «Oh un’inezia, solo 1300 astri, che per una cosa del genere è davvero poco» lo rassicurò lei. Sì, era decisamente un prezzo ragionevole.

Ty uscì dal negozio sicuro di volerci ritornare. Lila intravide la sagoma di Ty dalla vetrina del bar in cui si erano dati appuntamento. Era seduto a uno dei tavolini e si guardava intorno con aria eccitata. Lei entrò e gli si avvicinò, appoggiò la giacca sull’attaccapanni retrattile, che venne riassorbito dal muro nello stesso modo in cui ne era uscito. Prima ancora che riuscisse a salutarlo Ty iniziò a parlare, cosa decisamente insolita per lui, così timido e insicuro.

«Ho trovato che cosa fare per il nostro anniversario amore!»

«Oh, davvero? Di cosa si tratta?»

«Installiamo un collegamento tesoro!» disse lui con aria trionfante. «Oggi sono stato da quelli del C.I.S.M e devo dire che mi sembra qualcosa di davvero geniale!».

A Lila venne un tuffo al cuore, lei che ci teneva davvero alla sua privacy non riusciva a immaginarsi nulla di più devastante di una cosa come quella. Avrebbe voluto troncare subito l’idea sul nascere, ma non lo aveva mai visto così felice, la possibilità di causargli una delusione la straziava e così non osò dire nulla, mentre lui le spiegava nei minimi dettagli il funzionamento di quel marchingegno. Uscirono dal bar insieme, Ty con il cuore leggero perché lei aveva acconsentito, anzi si era addirittura mostrata entusiasta, Lila con un peso a forma di menzogna che le schiacciava il petto.

Ed eccoli lì, camminavano l’uno affianco all’altra cercando di comportarsi normalmente, ma consapevoli di aver completamente cambiato il loro rapporto. Da quando quella mattina erano andati a farsi installare il famigerato collegamento sarebbe bastato loro sfiorarsi la nuca per diventare definitivamente non solo parte della vita, ma proprio del corpo dell’altro. Nessuno dei due ci aveva provato comunque. Dovevano ancora interiorizzare per bene la notizia, come aveva affermato uno scrittore del 1900, così antico che se non lo avessero studiato a scuola non se ne sarebbero certo ricordati: «Da un grande potere derivano grandi responsabilità».

Arrivarono sotto il portone di casa di Ty e salirono le scale con lo stesso fare pensoso che gli si era appiccicato addosso durante la passeggiata. Una volta dentro l’appartamento, Lila si accovacciò sul divano mentre Ty cercava di produrre un tè o qualcosa che ne avesse almeno le sembianze. Accesero la televisione e si ritrovarono a guardare uno di quei film romantici che Ty detestava, peccato che fosse abbastanza sicuro che a lei piacessero e non voleva litigare, fosse stato per lui, si sarebbe concentrato solamente sul fantacalcio intergalattico le cui squadre sarebbero uscite a breve. Poi l’illuminazione! In un solo tocco avrebbe potuto capire che cosa lei pensava davvero. Ty mise in funzione il collegamento. Per un attimo la vista gli si appannò leggermente e le orecchie gli fischiarono, capì di trovarsi nella mente di Lila quando vide se stesso seduto sul divano con una tazza in mano. Le emozioni di lei lo sommersero, aveva male hai talloni per via delle scarpe strette, un lieve senso di imbarazzo causato dal silenzio che non riusciva ad abbattere e poi eccola lì la cosa che fece capire a Ty quanto amasse quella ragazza. Alzò i suoi occhi (o meglio quelli di lei) verso la persona che gli stava davanti e sorrise. Anche Ty-Lila sorrideva. Doveva aver trovato anche lei lo stesso pensiero. Sommersi in mezzo alle solite sensazioni vi erano una noia e un palese disgusto versò il film che scorreva sullo schermo e, insistente come le luci al neon di una farmacia, campeggiava un’unica idea: «Se solo potessi guardare come hanno formato le squadre del fantacalcio intergalattico…». Incredibile, ma vero, pensavano entrambi allo stesso modo senza avere avuto il coraggio di confessarselo!

Appena tornarono ognuno nel proprio corpo si abbracciarono con forza.

«Direi che possiamo spegnere questo schifo giusto?» sussurrò Lila con un sorriso che le andava da un orecchio all’altro.

«Direi proprio di sì» rispose lui, perso a sua volta in quella scarica di gioia causata dalla consapevolezza di essere ancora più simili di quanto avesse mai potuto immaginare.

Mentre si collegavano al sito si appoggiarono l’una all’altro, forse inconsapevoli di quanto bastasse una piccola cosa come quella per rendere ancora più magico un amore.

questo racconto ha partecipato al concorso Fiction for Future 2024
Pubblicato: 30 Aprile 2024
Fascia: 16-19
Commenti
L'idea l'ho trovata geniale, seppur nella sua semplicità. Avrei preferito uno sviluppo più lungo della storia, tanto mi è piaciuta. C'era la possibilità di trattare dei temi interessanti, però comprendo che si sarebbe dilungata molto di più il racconto, sforando il limite di caratteri consentito. Ho apprezzato molto anche lo stile, asciutto, scorrevole e piacevole
01 maggio 2024 • 17:31